- Il Consiglio dei Ministri n. 98 del 24/06/2010 ha approvato un decreto legislativo che apporta modifiche alle Parti I, II e V del D.Lgs. n. 152/2006 in materia ambientale, riguardanti:
- principi generali (parte I);
- VAS, VIA e IPPC (parte II);
- Aria - Emissioni in Atmosfera (parte V).
Per quanto concerne i Rifiuti (parte IV) il 16/04/2010 il Governo ha approvato uno schema di decreto legislativo per il recepimento della Direttiva 2008/98/CE sui rifiuti in attesa di concludere l'iter di approvazione.
- I rifiuti derivanti dai lavori nei cantieri (come rocce, terra ecc.) non dovranno essere smaltiti, con conseguente esborso, ma potranno essere riutilizzati.
- spinta al riciclaggio: entro il 2015, gli Enti locali dovranno aver realizzato la raccolta differenziata al 100% almeno per carta, metalli, plastica e vetro.
Per esempio i rifiuti derivanti dalle attività di scavo sono inclusi dalla disciplina, con la grande esclusione delle terre che vengono reimpiegate nello stesso sito.
- Sono quindi esclusi dalla disciplina dei rifiuti:
- il terreno (in sito), inclusi il suolo contaminato non scavato e gli edifici collegati permanentemente al terreno;
- il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, ove sia certo che esso verrà riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui è stato scavato.
Nuova anche la definizione di sottoprodotto.
Rimangono per ora salve le disposizioni nazionali riguardanti le materie prime secondarie (prima fra tutte il decreto ministeriale 5/2/1998).
In vigore, nel frattempo, anche la circolare del ministero dell'ambiente 28 giugno 1999, prot. n. 3402/V/Min riguardante le "materie prime secondarie" all'origine, cioè già tali senza bisogno di attività di trattamento.
Il testo contiene anche le sanzioni per l'adesione al sistema di tracciabilità Sistri (il sistema di tracciabilità dei rifiuti) e la relatività conformità allo stesso.
Mancano però ancora le norme con le quali il governo, su proposta del ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (in attuazione delle norme che hanno istituito il Sistri, legge n. 102/2009) avrebbe dovuto operare la ricognizione delle disposizioni, ivi incluse quelle contenute nel decreto legislativo n. 152 del 2006 (registri, formulario e formulario ad esempio) sono da abrogare.