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ACUSTICA nei luoghi di vita e di lavoro
Requisiti Acustici Passivi degli Edifici

La progettazione acustica di una nuova struttura edilizia tende a realizzare un'opera che garantisca condizioni di benessere acustico a tutti coloro che in diverso modo utilizzano l'opera stessa.
All'esterno ed all'interno dell'organismo edilizio esistono infatti delle sorgenti rumore che, se non controllate, possono determinare condizioni acustiche ambientali non favorevoli allo svolgimento delle attività per le quali l'opera è stata pensata e realizzata.

Un ambiente può essere considerato soddisfacente ai fini dell'ottenimento del comfort acustico quando il rumore a cui sono sottoposti gli occupati è tale da non nuocere alla salute e da consentire adeguate condizioni per il riposo, lo svago ed il lavoro.

Con il DPCM 5 dicembre 1997 "Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici" pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" del 22 dicembre 1997 ed entrato in vigore il 21 febbraio 1998, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha fissato i requisiti di isolamento acustico che le diverse parti di un edificio devono rispettare al fine di ridurre l'esposizione umana al rumore.
Delle persone che vivono in appartamento il 26% è disturbato dai vicini, il 21% è disturbato dal traffico stradale ed il 9% è disturbato dal passaggio di treni o aerei.
L'obbiettivo esplicito del decreto è quello di determinare i requisiti acustici delle sorgenti interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera per un gran numero di tipologie edilizie: edifici residenziali, commerciali, alberghi, scuole, ospedali, case di cura, ecc.
Occorre in particolare sottolineare il comma 1 dell'art. 1: "Il presente decreto, [...] determina i requisiti acustici delle sorgenti sonore all'interno agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera, al fine di ridurre l'esposizione umana al rumore".
E' molto importante valutare la dicitura "in opera", infatti la fase progettuale, basata su calcoli teorici, certificati di laboratorio e riferimenti a situazioni e soluzioni analoghe deve prevedere una verifica in opera che consiste in una certificazione di collaudo realizzata secondo le più recenti disposizioni della normativa tecnica (EN ISO 140 e UNI 10708).
Molti però dimenticano che il collaudo acustico potrebbe diventare una procedura obbligatoria anche per lo stesso ottenimento dell'abitabilità della nuova struttura edilizia.
Le motivazioni alla base di questa mancanza sono certamente i timori di un riscontro negativo ed i costi relativamente gravosi, comunque modesti se paragonati al valore complessivo dell'immobile ed all'importanza di un comfort ottimale.

La responsabilità della realizzazione delle opere di collaudo è a carico della direzione lavori che deve affidare ad un tecnico competente l'incarico della verifica in opera dei parametri richiesti dal provvedimento.

Il problema affrontato non è banale ed interessa in pratica tutti i cittadini, infatti in questo provvedimento legislativo vengono presi in considerazione sostanzialmente tutti gli aspetti di una qualche rilevanza sul piano dell'inquinamento acustico.

Gli ambienti abitativi vengono classificati dal D.P.C.M. in 7 diverse categorie.

TABELLA A - Classificazioni degli Ambienti Abitativi (art. 2)
Categoria A: edifici adibiti a residenza o assimilabili
Categoria B: difici adibiti ad uffici e assimilabili
Categoria C: edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attività assimilabili
Categoria D: edifici adibiti ad ospedali, cliniche, case di cura e assimilabili
Categoria E: edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili
Categoria F: edifici adibiti ad attività ricreative o di culto o assimilabili
Categoria G: edifici adibiti ad attività commerciali o assimilabili

Le grandezze di riferimento prese in considerazione dal decreto sono:

Rw Indice del potere fonoisolante apparente di partizione fra unità abitative differenti
D2m,nT,w Indice dell'isolamento acustico standardizzato di facciata
Ln,w Indice del livello di rumore di calpestio di solai normalizzato
LAeq Rumorosità prodotta dagli impianti tecnologici a funzionamento continuo: impianti di riscaldamento, aerazione e condizionamento
LASmax Rumorosità prodotta dagli impianti tecnologici a funzionamento discontinuo: ascensori, scarichi idraulici, bagni, servizi igienici e rubinetteria

In relazione alla tipologia di edificio il D.P.C.M. fissa per le grandezze di riferimento, sopra descritte, i seguenti valori.

TABELLA B: REQUISITI ACUSTICI PASSIVI DEGLI EDIFICI, DEI LORO COMPONENTI E DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI
Categorie di cui
alla Tabella A
Parametri
Rw (*) D2m,nT,w Ln,w LAeq LASmax
1. D 55 45 58 35 25
2. A, C 50 40 63 35 35
3. E 50 48 58 35 25
4. B, F, G 50 42 55 35 35
(*) Valori di Rw riferiti a elementi di separazione tra due distinte unità immobiliari.

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TESTO UNICO DELLA SICUREZZA D.Lgs. 81/08 s.m.i.  aggiornato D.Lgs. 106/09


OBBLIGO DI FORMAZIONE PONTISTI




Safety News29 LUGLIO 2010

Acustica in edilizia: classificazione acustica delle unità immobiliari - Procedura di valutazione e verifica in opera

Norma UNI 11367



Spazio Esperti2006, GIUGNO

I rischi da esposizione lavorativa al rumore alla luce del nuovo D.Lgs. 10 Aprile 2006, n. 195

"Attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (rumore)"



Spazio Esperti2003, MAGGIO

La zonizzazione acustica dei comuni lombardi




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